Coaching ai tempi del coronavirus: help!

Coaching ai tempi del coronavirus: help!

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Marco, dirigente di una nota azienda mi ha contattato perché << ho la testa in fumo, sono confuso, non so cosa fare, non so che azioni fare per i miei dipendenti, in famiglia sono nervoso…>>

Ci siamo visti un paio di volte per ora, dopo aver definito un percorso di 6 sessioni. Nel primo incontro mi ha raccontato, parlava velocissimo, forse era da tanto che non si sentiva di poter parlare così liberamente con qualcuno che era lì presente, senza giudizio e soprattutto senza identificarlo con il suo ruolo professionale e sociale. Forse si è sentito libero, accolto. Ogni tanto gli ponevo delle domande, che noi coach definiamo “potenti” perché “inaspettate, che stimolano la creatività, la possibilità di percepire gli eventi da un punto di vista in quel momento neanche considerato. Un silenzio di alcuni secondi, l’espressione degli occhi che cambia, sorrisi e poi Marco riprende a parlare. Gli scoppia la testa in queste ultime settimane. Alla fine della prima sessione il suo feedback è positivo, è più disteso, <<mi sento più lucido!>>.  Concordiamo delle azioni che vuole fare per il prossimo appuntamento.

Marco si è attivato tanto, ora ha più chiarezza. Non ha ancora individuato un’obiettivo SMART, argomento per la prossima sessione, ma sta decisamente meglio e ha ripreso in mano i vari aspetti della sua vita che apparentemente gli erano sfuggiti.

Onorata di essere al tuo fianco!

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