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FORMAZIONE

Spesso ripenso con un sorriso alla confusione di mio padre rispetto a tutti gli studi, i corsi e gli stages a cui volevo partecipare da ragazzina: teatro, psicologia, filosofia, clownerie, counseling, psicomotricità, eccetera; non riusciva a capire in che direzione stavo andando.

waw bastava così poco

Anche le mie esperienze professionali, affiancate sempre da aggiornamenti, corsi e momenti formativi, erano varie: bambini, adolescenti, ragazzi a rischio, handicap, eccetera.

Un giorno gli ho detto: <<questa è la direzione in cui sto andando: fare tante esperienze diversificate>>. Alla base di tutto questo c’è il mio bisogno di stare bene, di superare le esperienze traumatiche che ho vissuto, di continuare a “formarmi” per vivere più serenamente. Il mio lavoro dovrà coincidere, quindi, con il mio obiettivo di vita: serenità per me e per tutti coloro con cui entrerò in contatto.

Per raggiungere questo obiettivo è stata fondamentale “la formazione”.

La “formazione permanente” è utile e, secondo me, fondamentale per la crescita personale e professionale.

L’elemento primario del processo di maturazione degli individui che desiderano non soltanto acquisire ma anche migliorare il proprio essere genitore oppure il proprio esercizio professionale, consiste nel raggiungimento della consapevolezza del non riuscire a svolgere la propria attività basandosi esclusivamente sulla “cultura dell’agire; di fatto sarebbe necessaria anche un’ elaborazione e una sistematizzazione progressiva delle teorie e delle esperienze.
Ciò che intendo per ”formazione” è rivolta, quindi, a tutti coloro che stanno cercando di vivere e di agire con maggior consapevolezza, in particolare a: genitori, educatori, animatori, insegnanti, logopedisti, psicomotricisti, neuropsicomotricisti e a tutti i professionisti che svolgono un attività di relazione.

Il Coaching è anche …….

Credo che sia capitato a tutti almeno una volta di sentirsi che ……  non c’è via d’uscita,  sono in gabbia,  sono in un vicolo cieco: sensazioni che ci dicono: non c’è soluzione.

Impossibile!!!! A tutto c’è una soluzione. Anche se gli eventi non dipendono solo da me e devo continuare a rapportarmi con gli altri per individuare il percorso, la strategia migliore….e se gli altri sono più confusi di me e non sanno cosa fare, e cambiano, cambiamo idea ogni momento e mi sento confusa, giù, impotente, senza speranza, eccetera eccetera……………..c’è sempre una soluzione. Tutto si modifica e cambia a prescindere dalle mie azioni.

E, se mi sento veramente lì, al buio, nel vicolo cieco posso provare a prendere matite colorate, pennelli o pastelli ed iniziare a buttare giù linee e macchie su un foglio bianco…..chissà, forse può essere utile.

Let me know!

Coaching: padronanza del sè

scalare

Il coaching č uno strumento utilissimo per attuare dei cambiamenti positivi nella propria vita raggiungendo obiettivi personali, professionali e/o sportivi, che nel momento presente appaiono soltanto come un sogno. E’ per questo che intraprendendo un percorso di coaching le persone che ho incontrato percepiscono una “padronanza di sé”.
ICF (International Coach Federation) in cui  mi identifico completamente, definisce il coaching come una “partnership con i clienti che, attraverso un processo creativo, stimola la riflessione, ispirandoli a massimizzare il proprio potenziale personale e professionale”

Nelle sessioni aiuto il cliente (coachee) a scoprire, rendere chiari gli obiettivi che desidera raggiungere, senza giudicarlo, e, utilizzando gli strumenti che si sono rivelati essere così efficaci nel corso degli anni, lo accompagno nell’elaborazione di tecniche e strategie di azione che gli permettono di migliorare con enfasi la qualità della sua vita.  Il cliente č quindi il primo responsabile del suo cambiamento, mentre io sono semplicemente un mezzo. Capita spesso che guardando una situazione, un problema da un’altra prospettiva diventa un oggetto nuovo con caratteristiche inaspettate! Il coachee individua le sue reali possibilità e si rafforza,  spesso scopre di aver posto limiti che gli impediscono di vedere e percepire le sue illimitate opportunità.
Il coaching puň rappresentare un senso di risveglio e trasformazione, con un aumento della fiducia in se stessi, con il ritrovamento dell’autostima e l’individuazione degli obiettivi prioritari e soprattutto esistenziali.
Tutti noi abbiamo grandi potenzialità
ma non sempre le riconosciamo.

 

E’ difficile riuscire a comunicare cosa sia una sessione di coaching se non la si vive direttamente. E’ un luogo, uno spazio in cui sia il coachee che il coach  respirano lucidità mentale, creatività, oggettività, soluzioni, positività.

SQUADRA:professionale e personale

Com’ è difficile ….

essere professionisti, lavorare in squadra, soprattutto per gli sportivi e riuscire a distinguere il “personale”, la nostra vita privata con tutto ciò che è connesso, dall’ambito professionale!

Eppure le formiche ci riescono! Se le guardiamo intente nel raggiungimento di un obiettivo sono così determinate, chiare e, seppur piccole, hanno una forza incredibile. Da dove viene questa forza? Dal senso di appartenenza ? Chissà!

Una squadra di giocatori , che si allena insieme, che vive insieme, alcuni condividono l’appartamento, si consumano i pasti insieme, ci si sente soli insieme, si creano relazioni, gelosie, i “non detto” confondono, rompono, i “detto” a volte sono troppo brutali. Il gruppo si rompe, si creano sotto gruppi carichi di emozioni, spesso negative, non direttamente collegate al gioco. E poi, si scende in campo……Come si fa a vincere? Difficilissimo, quasi impossibile. Riuscire a lasciare fuori dal campo tutto ciò è un’ impresa ardua. Ma possibile, soprattutto se si è offerto alla squadra un percorso di MENTAL GROUP COACHING in cui ogni elemento riesce a ritrovare la sua collocazione, rispettando i ruoli dei protagonisti e sentendo che è accolto e riconosciuto nella sua globalità.

Il mio consiglio? Non mischiare il professionale con il personale. Questo vuol dire di pensare bene ed a lungo prima di perdersi in un amore con un collega, prima di socializzare ed aprire il proprio cuore con i propri compagni di squadra. Non cercare nell’altro la risposta ad un tuo bisogno personale, e se questo non è possibile, prima dell’allenamento, prima di entrare in campo, concentrati e lascia tutto fuori. Sono sicura che  non vuoi permettere interferenze negative con la tua prestazione!

 

Waw! Ma bastava così poco?

Intake, prima sessione con K. E’ stanca e vuole lavorare su diverse aree della sua vita: figli, lavoro, rapporto di coppia…… La ascolto, le pongo delle domande che si rivelano potenti, considerando i suoi silenzi….i suoi, certo non ci avevo mai pensato……

Mi dice che alla base di tutto ciò c’è la signora INSICUREZZA. Le chiedo se ha voglia di dialogare con lei. Lei ne ha voglia ma la signora INSICUREZZA a quanto pare no! Sta dentro di lei, le dà una sensazione di chiusura, un blocco. E’ calda, occupa tanto spazio, si sta allargando, è di un materiale molle o qualcosa del genere. Le chiedo se vuole raffreddarla, eccetera eccetera. INSICUREZZA non vuole dialogare con noi! Quindi le chiedo di provare a farla uscire dal corpo con l’espirazione. “Sta uscendo?” “Si”. K. è molto concentrata. Il suo viso è teso, le spalle sono ricurve, le braccia sono tese. Mi dice che parte di INSICUREZZA è bloccata nella gola, con le mani mi fa vedere dove. K. è sempre concentrata, le chiedo di farla uscire dalla bocca. Sarà magia, sarà quello che sarà ma io vedo INSICUREZZA uscire, il viso di K. è rilassato, le spalle si aprono………poi, al posto di INSICUREZZA che aveva lasciato un vuoto K. decide di mettere qualcos’altro.

Ora puoi aprire gli occhi “fantastico, sto benissimo, mi sento diversa, anche la faccia, il corpo!!!”. K. è super entusiasta. Il giorno dopo le mando un SMS “curiosa di sapere come stai . Il tuo coach” . Mi risponde che “ieri sera sera si è creata una situazione dove di solito avrei reagito con molta ansia e tachicardia….invece ho reagito d’incanto con scioltezza. Ed è meraviglioso!!!!!!

Waw! Ma bastava così poco?

MENTAL GROUP COACHING

ARTIC FOX : quest’esperienza mi è piaciuta molto…..all’inizio non avevo voglia, non credevo funzionasse con noi.

MOUNTAIN GOAT: ho iniziato quest’esperienza un po’ scettica per tanti motivi ( non conoscevo il lavoro, nervosismi personali sia con il gruppo che con il presidente), pensavo che non servisse a niente…..

JAGUAR: come dissi al primo incontro ero un po’ scettica, forse colpa di un rifiuto mentale….

PICCHIO: premetto che all’inizio di questo esperimento ero molto scettica…..

trasformazione bruco farfalla

TRASFORMAZIONE

E quanti risultati……non ne immaginavo così tanti!!!

  • devo ammettere che ha funzionato
  • in questo gruppo abbiamo fatto di più di quello che immaginavo
  • mi porto dentro la professionalità, l’amore ed il provarci che sicuramente mi hanno fatto crescere ma più che come atleta come persona
  • oggi penso sia stata un’esperienza nuova piacevole e si sono visti i risultati dentro e fuori dal campo
  • il percorso ha portato in primis beneficio per me ma soprattutto ha ricompattato la squadra
  • para mim foi una experencia muito positiva
  • adesso, alla fine di questa sessione di 12 ore devo dire che è stato ESSENZIALE
  • ho acquisito i mezzi giusti per avere più chiarezza
  • ……… e non scrivo tutte le parole

Ogni gruppo è un viaggio, un viaggio meraviglioso che mi arricchisce sempre più

Adoro il mio lavoro!!!!!

Energizing

Il mio coach mi ha chiesto: che azioni fai che ti danno energia?

Leggo un libro, disegno, spengo il telefonino, salgo le scale a piedi, bevo un bicchiere d’acqua, modifico la routine della mattina, prendo vitamine……

Prima della sessione avevo un Lack of energy fortissimo, dopo la sessione, solo a fare un po’ di brainstorming mi è tornata l’energia! Azione ci vuole, anche quando siamo super stanchi l’azione è quello che ci può aiutare. Almeno questo per me. E allora, dipingo, ifoto 1nvento…………