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PAURA e COVID19

Stiamo cercando di fare quello che possiamo, stiamo cercando di stare focalizzati, centrati.

PAURA

Che fatica e che paura!

Ma che fatica e che …PAURA!

Nelle mie sessioni lascio  molto spazio alle emozioni che stiamo vivendo. E’ importante poter esprimerle e non sentirci soli.

Ecco alcune parole dei miei clienti in sessione:

  • Stamattina mi sono svegliata con un senso di paura, panico, ansia… Si, avevo messo la sveglia piuttosto presto per fare la mia meditazione di gruppo online ed ho sentito PAURA.
  • Sto facendo fatica, è da tre giorni che a momenti alterni ho tachicardia
  • Smart working …mi sta creando stress, alla fine sto lavorando sempre, non ho più tempo.
  • Che fatica organizzarmi con i miei allievi……………………..
  • Ieri sono dovuta andare in ufficio, Piazza del Duomo era vuota ma tutti i  piccioni non si spostavano mentre passavo in bici, anzi, mi venivano addosso
  • Stanotte avrò dormito due ore. Ho messo la sveglia a mezzanotte per fare la spesa online ma non si riusciva, ho riprovato alle 1.30, niente, poi alle 3. Alle 6.30 ho riprovato ma non ce l’ho fatta.
  • Sono felice, ho ordinato la spesa, arriverà il 12 aprile!

Queste poche righe per dire che è normale che a volte sentiamo paura…

 

 

 

CORE ENERGY online

Il gruppo, con nuove entrate, si è trasferito online. Dopo le prime difficoltà per adattarsi all’utilizzo di uno strumento digitale ieri abbiamo fatto il secondo incontro.

Molto bello è stato essere collegati anche con persone fuori dall’Italia. Francia, Israele … Eravamo tutti collegati in questo momento di forte incertezza e paura.

earth-1Si è creato un luogo, uno spazio dove ognuno poteva esprimere come si sentiva, poteva praticare un po’ di respirazione consapevole e grounding e alla fine si è portato a casa un’azione, un esercizio che voleva fare per la sessione successiva.

E’ stato forte vedere una persona che parlava e ci faceva vedere la vista del suo terrazzo, un’altra che con un cappello da cowboy era in giardino, chi aveva le cuffie professionali, chi seduta sul divano sfinita dal lavoro, chi, arrivata in ritardo scendeva le scale, chi…..

Ognuno era se stesso, nel suo spazio, con la sua modalità speciale ed unica di essere. Ciao, ma dove sei? Piacere!

Una bellissima sensazione per tutti. Diverse persone si sono conosciute così, online.

E così continua questa triste, angosciante, pazza, sfidante avventura ai tempi del coronavirus.

Tanto ci rivediamo martedì e vediamo un po’ cosa si può fare.

Sono anche curiosa di sapere se poi l’hai fatto quel quadro o se hai finito il libro. A proposito, com’è poi andato l’incontro online con i genitori? Si quello che ti preoccupava. E tu sei riuscito ad iniziare a suonare la chitarra? E tu, hai poi contattato la croce rossa?

Aspetterò, aspetteremo e ci vedremo presto!

 

Coaching ai tempi del coronavirus

COACHING … il momento è ora per dare la svolta che desideri nella tua vita.

E’ il momento per ri_organizzare la propria vita e per capire come essere attivi in questa situazione che spesso sembra un film surreale.

Attualmente sto lavorando ancor di più  online , sia in sessioni individuali che di gruppo.  coronavirus3I clienti  trovano nell’appuntamento settimanale di coaching un luogo sicuro,  dove, a parte  a definire azioni da intraprendere tra una sessione e l’altra, stanno anche esprimendo  emozioni, paure ed incertezze  trasformandole   in risorse.

 

E’ incredibile come il COVID 19 stia accelerando un percorso di umanizzazione e di contatto con se stessi.

Testimonianze

Lavorare con Mirella é semplicemente strepitoso, divertente e professionalmente stimolante.

Chicca


Mirella! Sono passati due anni e sto ancora facendo “Special Time” con i miei figli. Funziona ancora, grazie! Ieri Giuseppe mi ha addirittura parlato dei suoi problemi con la ragazza. Si, si è fidanzato e dopo la bocciatura studia e vuole recuperare l’anno perso. Grazie ancora! Dai organizziamo qualcosa qui a Genova ancora! Un abbraccio

Anna F.

Testimonianze

…Ero mamma di un bambino di un anno e mezzo, che frequentava il nido comunale e leggo di questa iniziativa mezza disposizione per le mamme come me: incontri tra le mamme con un percorso di “improvvisazione teatrale”. Mi affascina.
Ci vado e incontro, insieme ad altre mamme, la nostra “guida”, Mirella: sorriso aperto, occhi penetranti, look originalissimo, poche parole dirette, oneste e dense …poi tanta vera improvvisazione su come è essere mamme, donne, mogli, fragili, forti, con paure, angosce, desideri; con l’inadeguatezza, da tutte condivisa, di essere mamme, di avere a volte solo voglia di non sentire nulla e dormire, con la vergogna del rifiuto provato di fronte al nostro bambino col desiderio di chiedergli scusa e dirgli che lui è il cuore del nostro cuore.
Mirella ci ha tirato fuori, quell’anno, tutto questo e molto di più, al ritmo di scenette, in cui ognuna di noi recitava il ruolo di se stessa o del marito o del bambino, come ognuna di noi lo vedeva.
Sedute in cerchio a terra, con la campanella tibetana, con le maschere del teatro greco sul volto a dare emozione alle nostre emozioni, una di fronte all’altra ad urlare dando voce alla rabbia fino a piangere di un pianto liberatorio, ridendo e superando timidezza e ritrosia. Alla fine abbiamo anche mostrato, con un piccolo spettacolo, il nostro percorso dell’anima di quelle, che resteranno nel mio cuore, per sempre, le “mamme attrici””.
Questo è stato il mio incontro con Mirella, splendida attrice dei sentimenti che in un momento delicato della mia vita, mentre con tante domande mi affacciavo alla più bella avventura, essere mamma, mi ha aiutato a conoscere, sorridendo, una parte di me tirando fuori il coraggio di mostrarla anche agli altri e, soprattutto, al mio bambino. Grazie Mirella.

Nicoletta

LA GESTIONE DEI CONFLITTI

NOI GENITORI e LA GESTIONE DEI CONFLITTI: coaching come strumento di supporto alla genitorialità 

Questa proposta, che apparentemente è simile a centinaia di altre sul mercato, si è rivelata essere un’idea vincente! Forse perché mi viene naturale utilizzare tutti gli strumenti che ho per poter offrire un po’ di serenità e speranza, non so…

immagine coach genitori

L’affluenza dei genitori con le loro preoccupazioni e dubbi all’inizio, e poi, alla fine dell’incontro sguardi rilassati, speranzosi, decisi, sereni…“Già dopo il primo incontro mi sentivo diversa” .

C’è chi torna dopo 10 anni, i figli ormai stanno finendo l’università e “Sono tornata perché Mirella mi da così tanto che non saprei neanche come dirlo, è come un’accelerata, mi riattivo solo ad essere qui” .

C’è chi fa 500 km solo per sentire una mia conferenza e mi ripete “sei il mio mito” e ci scherziamo sopra. Non sono il mito di nessuno.

Sono una mamma con mille problemi, dubbi e difficoltà come tutti voi. 

Nei miei incontri l’unica cosa che faccio è mettere a disposizione tutti gli strumenti che mi hanno aiutato  nel corso della mia vita

FORMAZIONE

Spesso ripenso con un sorriso alla confusione di mio padre rispetto a tutti gli studi, i corsi e gli stages a cui volevo partecipare da ragazzina: teatro, psicologia, filosofia, clownerie, counseling, psicomotricità, eccetera; non riusciva a capire in che direzione stavo andando.

waw bastava così poco

Anche le mie esperienze professionali, affiancate sempre da aggiornamenti, corsi e momenti formativi, erano varie: bambini, adolescenti, ragazzi a rischio, handicap, eccetera.

Un giorno gli ho detto: <<questa è la direzione in cui sto andando: fare tante esperienze diversificate>>. Alla base di tutto questo c’è il mio bisogno di stare bene, di superare le esperienze traumatiche che ho vissuto, di continuare a “formarmi” per vivere più serenamente. Il mio lavoro dovrà coincidere, quindi, con il mio obiettivo di vita: serenità per me e per tutti coloro con cui entrerò in contatto.

Per raggiungere questo obiettivo è stata fondamentale “la formazione”.

La “formazione permanente” è utile e, secondo me, fondamentale per la crescita personale e professionale.

L’elemento primario del processo di maturazione degli individui che desiderano non soltanto acquisire ma anche migliorare il proprio essere genitore oppure il proprio esercizio professionale, consiste nel raggiungimento della consapevolezza del non riuscire a svolgere la propria attività basandosi esclusivamente sulla “cultura dell’agire; di fatto sarebbe necessaria anche un’ elaborazione e una sistematizzazione progressiva delle teorie e delle esperienze.
Ciò che intendo per ”formazione” è rivolta, quindi, a tutti coloro che stanno cercando di vivere e di agire con maggior consapevolezza, in particolare a: genitori, educatori, animatori, insegnanti, logopedisti, psicomotricisti, neuropsicomotricisti e a tutti i professionisti che svolgono un attività di relazione.