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Psicomotricità online

Complimenti bambini per la serietà!

Dopo i primi incontri in cui i bambini hanno sperimentato l’uso di uno strumento nuovo ci siamo sfidati incontrandoci in gruppo.

Che gioia per loro ritrovarsi, giocare ancora insieme come facevano in studio.

Skype andrea zoe gabriel 25 marzo 20

All’inizio li ho lasciati un po’ liberi ma poi pian pianino ho introdotto delle regole, la campana tibetana, ho proposto dei giochi con i ritmi, con la narrazione, i mimi….. hanno proposto loro altri giochi. Un bambino alla fine dell’appuntamento ha detto: << “Ma perché non scriviamo una poesia con le parole che abbiamo mimato per la prossima volta?” >>.

Per loro è un momento importante, un momento di incontro con l’altro. Un momento in cui esprimono se stessi. C’è chi è triste, chi mi dice che fa i compiti, chi passa tanto tempo con la televisione…

Ho iniziato a vedere i bambini in sessioni individuali e di gruppo. Il gruppo sicuramente è una sfida grande. Vediamo di volta in volta.

Ottima la collaborazione dei genitori.

E domani, inizierò a vedere anche i più piccoli. Vediamo un po’ come andrà.

Buona giornata!

Psicomotricità online

PSICOMOTRICITA’ ONLINE….

Che emozione e che avventura entrare nelle case ai tempi del coronavirus!

kids skype

Sto incontrando i bambini in appuntamenti individuali su skype. Grazie alla collaborazione dei genitori che si attivano. Chi scarica skype, chi già lo ha, chi deve chiedere alla figlia maggiore, chi lo aveva sulla televisione ed ora non sa come fare.

Quanta energia e che desiderio di comunicare, di essere vicini seppur lontani.

E che emozione quando li vedo, felice io e felice lui! Sorrisi, incredulità. Dove sei? Ah, in camera di mamma, e c’è una televisione li dietro, si, ma è piccola. Noi siamo alla casa al mare per stare lontani dai nonni, qui abbiamo anche il parcheggio delle macchine, posso andare in bici. Oggi no, perché fa freddo. E tu? dove sei? Cos’è quella cosa bellissima che è appesa al lampadario. Ah, quella, l’ha fatta la mamma. E’ una decorazione. Sono in cucina. Ma è bellissima questa cucina, con tutti questi colori brillanti! Si, l’ha decorata mamma. Cavoli, è bravissima signora! Io invece sono sul divano, si, un po’ mi annoio, però la mamma stasera mi porta un mandala da colorare. Ah, e perché non ne fai uno tu, tutto preciso e poi lo dai a noi, del gruppo, e lo coloriamo? Il suo viso si illumina, l’idea gli piace. E poi, si affaccia il papà nello schermo. Buonasera Mirella, grazie, ci sono anch’io. Che piacere, che piacere vederla. Ed una mamma dopo che saluto il figlio, camminando per la casa con l’ipad mi parla, mi racconta, ed un altro papà è lì seduto sul divano, felice che abbiamo fatto il collegamento. No, ora mio figlio Gianni non può parlare, è in video call con l’insegnante di sostegno. Gli dico di chiamarla dopo. Bene, così facciamo la prova. Domani ci incontreremo alle 15.30 tutti insieme. Saremo in 6! E gli altri saranno così felici di incontrare anche Gianni perché da dopo Natale, avendo raggiunto gli obiettivi psicomotori, nonostante le sue resistenze, avevamo diradato molto gli incontri. Sarà una sorpresa per il gruppo.

E mentre scrivo queste due righe ricevo un vocal su whatsapp, sms….quanta energia e quanto desiderio di essere uniti e vicini seppur lontani. E qui, nel mio piccolo sto riuscendo. Un passo per volta, una call per volta. E domani pomeriggio due appuntamenti di gruppo! Si fa così, si sperimenta, si gioca, si prova, ci si incontra virtualmente.

Io ci sono e voi pure.

Bimbi fortissimi, creativi, positivi. Quanta bella energia e forza che avete!

Grazie

CORONAVIRUS E PSICOMOTRICITA’: Stiamo a casa ma continuiamo ad esserci!

CORONAVIRUS E PSICOMOTRICITA’: stiamo a casa ma continuiamo ad esserci!

La scorsa settimana ho iniziato a pensare che volevo rincontrare i bambini che solitamente vedo in studio. Incontrarli online, vederci, dirci come stiamo, prima da soli e poi in gruppo. E poi, chissà…forse può nascere un progetto

Sto sperimentando, sono all’inizio di questa sperimentazione psicomotoria virtuale. Interessante per ora. Negli incontri individuali, di 5, 10, 15 minuti i bambini reagiscono in modi diversi. Ma sono tutti emozionati e felici. C’è chi continua a muoversi con il telefonino, chi salta sul letto, chi non sta davanti alla telecamera…

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Un primo momento di gioco, scoperta, contatto. La rassicurazione quando gli chiedo se vuole che suono la campana tibetana come faccio in studio, per concentrarci sul respiro, sul qui e ora. E lui o lei si concentra, respira, c’è anche chi chiude gli occhi.

E poi inizio a fargli notare che stiamo facendo una cosa da grandi, che per esempio, invece di continuare a muoverti così devi fare finta di essere un adulto, un adulto che fa una riunione importante di lavoro. Ed il bambino definito “iperattivo” si concentra, modifica la sua postura, sta fermo, la bambina inibita non fa più le smorfie con la bocca, il bambino con disturbo oppositivo\provocatorio è lì, concentrato e serio.

C’è chi mi racconta cosa fa, chi mi propone un gioco.

E alla mia domanda, allora ci incontriamo anche con gli altri rispondono con entusiasmo e quindi ci diamo un appuntamento in gruppo.

NOI STIAMO A CASA MA CONTINUIAMO AD ESSERCI!

Lo specchio nella sala di psicomotricità

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Durante alcune  attività individuali ma anche di gruppo i bambini  utilizzano  lo specchio che, appeso alla parete, offre loro esperienze diverse e favorisce il  percorso di crescita. Vedere e riconoscere  la propria immagine riflessa è un’esperienza divertente e può facilitare l’espressione e lo sviluppo del gioco psicomotorio.

Ho incontrato anche  bambini che, con seri problemi di identità, inizialmente non si riconoscono. 

In alcuni casi, accanto al bambino, davanti allo specchio, faccio  delle smorfie in risposta alle sue, iniziando un gioco con lo specchio. Osservo e capisco che lui mi riconosce e poi, gradualmente inizia a riconoscersi e a fare delle smorfie “più esagerate”.

Per alcuni bambini invece l’attrazione verso lo specchio e verso la propria immagine è particolarmente intensa.

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Mi guardo, mi riconosco e conosco le parti del mio corpo

Credo che in una stanza di psicomotricità non debba mai mancare uno specchio . Al limite lo si può coprire in alcune situazioni.

E’ fonte di crescita, scoperta e gioco.

Strumenti per la gestione della classe

“Il concetto di gestione della classe include tutte le cose che l’insegnante mette in atto per promuovere l’interesse e la partecipazione dell’allievo nei confronti delle attività di classe e per stabilire un produttivo ambiente di lavoro” J. Sanford, B. Clements, E. Emmer

Ma che fatica che fanno oggi gli insegnanti!

Le classi sono sempre più difficili: gli alunni hanno problematiche personali e famigliari, ci sono molti bambini con DSA, BES, sono classi multiculturali…

Per questo è importante che l’insegnante riesca a organizzare e pianificare meticolosamente la vita di classe. Ecco alcuni spunti di Jere Brophy che era uno psicologo educativo americano e un illustre professore di formazione degli insegnanti alla Michigan State University:
• Lo spazio deve essere attentamente spartito in settori utili alle varie attività educative.
• Gli strumenti didattici da usare devono essere di facile utilizzo da parte degli allievi in modo tale che possano essere sposati all’occorrenza in breve tempo
• Gli spostamenti nella classe devono essere sollecitati per permettere la comunicazione più efficace e lo scambio di informazioni
• Le lezioni devono essere chiare e facilmente comprensibili dagli allievi.
• L’autocontrollo personale deve essere assunto come uno dei maggiori pilastri di un lavoro di classe.

Che dire? Mettiamocela tutta!

Disturbo oppositivo provocatorio a scuola

Collaboro con tantissimi insegnanti che in classe hanno uno o più casi di bambini con disturbo oppositivo provocatorio. Non è per niente facile per loro!

Nonostante si appellino a tutte le strategie educative corrette che conoscono per aiutare l’alunno a inserirsi all’interno della classe con un comportamento adeguato, sono sovente demoralizzate e chiedono indicazioni e supporto a noi esperti.

Ma cosa fanno questi bambini in classe? Come sono?

disturbo oppositivo

Il bambino si rifiuta di seguire le lezioni o fare i compiti, risponde alle maestre, a volte da calci o ha reazioni emotive eccessive, esce di classe senza chiedere il permesso, distrae gli altri compagni, non rispetta alcuna regola di convivenza sociale.

 

L’insegnante si ritrova da solo, in un situazione difficilissima da gestire.

Collaborando con gli insegnanti abbiamo capito che :

  •  il principale obiettivo è di  creare un rapporto positivo e di fiducia, in modo che il bambino si senta apprezzato e capito in ogni momento.
  • gli atteggiamenti rigidi e autoritari sovente  aumentano  l’ostilità di un bambino con disturbo oppositivo provocatorio.
  • è importante utilizzare rinforzi positivi in modo da stimolare la sua partecipazione e il suo interesse.
  • individuare quali possono essere le sue abilità specifiche e promuoverle è fondamentale
  •  per aiutare i bambini oppositivi è utile promuovere attività di gruppo in cui si favorisca la cooperazione ed il legame con il resto della classe facendo attenzione a non incentivare la competizione.

Le doti richieste ad un insegnante con un bambino con disturbo oppositivo provocatorio sono la dolcezza, la fermezza e la pazienza considerando che l’aspetto più difficile è proprio quello del rispetto delle regole. Utile si sono rivelate essere per questo anche premi e gratifiche e l’utilizzo della “token economy”.

 

Che gioia!!!!!

L’utilizzo dei cubi psicomotori permette di raggiungere degli obiettivi veramente importanti per lo sviluppo del bambino.

Ognuno prende quello di cui ha più bisogno: la bambina inibita che finalmente dopo vari incontri nella stanza di psicomotricità si sente libera nel suo corpo, nello spazio e con gli oggetti, il bambino con una forte rigidità che gioisce e si muove armoniosamente…. Alleanze, amicizie, conflitti ma comunque sempre tante emozioni che ci aiutano a crescere.