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Psicomotricità online: rielaborando il COVID19

Questa non me l’aspettavo proprio!

 

mascherina (2)

Stavamo giocando…si, lui fa un po’ fatica, è un bambino “molto vivace”, ma quando gli ho detto fa finta di essere un banchiere, come quando giocavamo insieme nella sala di psicomotricità, era tutto serio e professionale, davanti al pc, in cameretta. Concentrato, mi dava i soldi che volevo prelevare, scriveva in chat una ricevuta di pagamento che io firmavo con un Emoticons anche se lui mi aveva chiesto una Gift, che io non trovavo (quanto sto imparando ragazzi!). E, ad un certo punto va via di corsa.

Io rimango lì. Davanti allo schermo dove c’è una sedia, un lettino in sottofondo, una libreria… Sento una porta che si apre, passi di corsa, forse lungo un corridoio, la porta si richiude ed in un lampo è li, di nuovo nello schermo ma, con una mascherina in faccia. All’inizio mi sento turbata, lui è felice, se la toglie, me la fa vedere, mi chiede se io ce l’ho, gli dico certo, mi dice prendila. La prendo. Senza capire, mi sento strana, anche un po’ spaventata. Lui è contento, fiero della sua mascherina, se la rimette, se la toglie, mi dice di metterla. Mi sento a disagio a mettermela, non so cosa sta succedendo, ma accolgo la sua richiesta. Me la metto. Sento il coronavirus, la preoccupazione del futuro… Io, la psicomotricista, sono piena di emozioni che cerco di rielaborare velocemente,  e lui si mette a fare espressioni con gli occhi. Lo fa apposta. Espressioni di occhi terrorizzati, spaventati, io lo guardo dolcemente, negli occhi sorrido.

E poi mi arriva una foto sulla chat, e un’altra e un’altra ancora , si toglie la mascherina e ride. Le aveva scattate lui a mia insaputa.  

Il gioco è finito. Rimettiamo a posto le mascherine e poi parliamo, rielaboriamo. Guardiamo le foto. <<i tuoi occhi, cosa comunicano?>> <<terrore, paura Mirella, tutti quei morti, gli infermieri negli ospedali, i camion militari…>>.

Quel giorno siamo stati 10 minuti in più insieme, aveva proprio voglia di tirare fuori tutto e devo ammetterlo, è stato più coraggioso di me!

Grazie!

Psicomotricità e logopedia ONLINE

Psicomotricità e logopedia online: visione nuova delle terapie. Tanta soddisfazione e risultati!

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Da un paio di settimane io e la logopedista abbiamo iniziato ad incontrare i bambini online. Dopo un paio di settimane di sperimentazione adesso ci vediamo regolarmente una o due volte alla settimana.

La fatica è tanta sia per noi che per loro. Accettare una nuova modalità di comunicazione, inventarsi ogni volta gli interventi, i giochi, i problemi tecnici, la connessione, i diversi ausili.

Quasi ogni giorno io e la logopedista, Monica Belleggia, ci sentiamo per confrontarci su quello che stiamo facendo, per rendere l’intervento, con quello specifico bambino, il più efficace possibile. Ci comunichiamo anche le forti emozioni che viviamo e la grande soddisfazione nel percepire la gratitudine che i genitori ci dimostrano per aver attivato questo servizio. Stiamo scoprendo nuove modalità di intervento: una terapia nuova. Una terapia che in alcuni casi sembra essere  ancor più efficace di quella in studio. I bambini sono felici di incontrarci e si sentono rassicurati nel sapere che ci incontreranno con regolarità .

Non riusciamo ad incontrare tutti i bambini e questo ci spezza il cuore. Alcuni sono piccoli ed hanno delle patologie che non gli permettono questo tipo di lavoro.

In una situazione ho detto alla mamma che preferisco incontrare suo figlio, di 3 anni, anche solo per 5 minuti. Ma che quei 5 minuti siano un momento piacevole per lui e non straziante dove lei cerca di farlo parlare ed interagire con me. Adesso vedo questo bimbo per 10  minuti. Un passo per volta, una situazione per volta.

Riusciremo a dare una risposta a tutti. In alcuni casi abbiamo fissato dei colloqui settimanali con i genitori, dove forniamo loro delle indicazioni operative che poi vengono verificate nell’incontro successivo, in altri inviamo o riceviamo video significativi.

Piano piano si risolve tutto, tranquilli genitori, siete veramente magnifici e ce la state facendo molto bene!

La gestione dei conflitti online : sabato 11 aprile ore 15

La gestione dei conflitti online    Ho deciso di dare un appuntamento online aperto a tutti i genitori che in questo momento forse, dopo le prime settimane difficilissime stanno iniziando a trovare un piccolo equilibrio in casa.

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Non è facile cucinare tutti i pasti, conciliare lo smart working, la didattica online, la routine … in questo momento così unico e terribile. Sto fornendo a diversi genitori, soprattutto mamme, piccoli strumenti che stanno facilitando la vita in famiglia e la gestione dei propri figli. Parlo di organizzazione, di contenimento…

Offrirò quindi uno spazio usando la piattaforma di ZOOM . Chi è interessato mi può mandare un email e in risposta vi invio il link con password.

L’incontro sarà interattivo anche se online. La mia sfida continua, la mia modalità professionale e la mia originalità non possono permettere che la distanza fisica ci impedisca di crescere, sostenerci e comunque trasformare questo momento in un occasione unica per la nostra vita familiare.

L’incontro sarà sabato 11 aprile alle ore 15.

I posti sono limitati, quando raggiungo il numero devo chiudere le adesioni. Ma non preoccupatevi, se c’è interesse ne proporrò un’altro a breve.

Un caro abbraccio

Mirella Treves

Psicomotricità online

Complimenti bambini per la serietà!

Dopo i primi incontri in cui i bambini hanno sperimentato l’uso di uno strumento nuovo ci siamo sfidati incontrandoci in gruppo.

Che gioia per loro ritrovarsi, giocare ancora insieme come facevano in studio.

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All’inizio li ho lasciati un po’ liberi ma poi pian pianino ho introdotto delle regole, la campana tibetana, ho proposto dei giochi con i ritmi, con la narrazione, i mimi….. hanno proposto loro altri giochi. Un bambino alla fine dell’appuntamento ha detto: << “Ma perché non scriviamo una poesia con le parole che abbiamo mimato per la prossima volta?” >>.

Per loro è un momento importante, un momento di incontro con l’altro. Un momento in cui esprimono se stessi. C’è chi è triste, chi mi dice che fa i compiti, chi passa tanto tempo con la televisione…

Ho iniziato a vedere i bambini in sessioni individuali e di gruppo. Il gruppo sicuramente è una sfida grande. Vediamo di volta in volta.

Ottima la collaborazione dei genitori.

E domani, inizierò a vedere anche i più piccoli. Vediamo un po’ come andrà.

Buona giornata!

Coaching ai tempi del coronavirus

COACHING … il momento è ora per dare la svolta che desideri nella tua vita.

E’ il momento per ri_organizzare la propria vita e per capire come essere attivi in questa situazione che spesso sembra un film surreale.

Attualmente sto lavorando ancor di più  online , sia in sessioni individuali che di gruppo.  coronavirus3I clienti  trovano nell’appuntamento settimanale di coaching un luogo sicuro,  dove, a parte  a definire azioni da intraprendere tra una sessione e l’altra, stanno anche esprimendo  emozioni, paure ed incertezze  trasformandole   in risorse.

 

E’ incredibile come il COVID 19 stia accelerando un percorso di umanizzazione e di contatto con se stessi.

CORONAVIRUS E PSICOMOTRICITA’: Stiamo a casa ma continuiamo ad esserci!

CORONAVIRUS E PSICOMOTRICITA’: stiamo a casa ma continuiamo ad esserci!

La scorsa settimana ho iniziato a pensare che volevo rincontrare i bambini che solitamente vedo in studio. Incontrarli online, vederci, dirci come stiamo, prima da soli e poi in gruppo. E poi, chissà…forse può nascere un progetto

Sto sperimentando, sono all’inizio di questa sperimentazione psicomotoria virtuale. Interessante per ora. Negli incontri individuali, di 5, 10, 15 minuti i bambini reagiscono in modi diversi. Ma sono tutti emozionati e felici. C’è chi continua a muoversi con il telefonino, chi salta sul letto, chi non sta davanti alla telecamera…

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Un primo momento di gioco, scoperta, contatto. La rassicurazione quando gli chiedo se vuole che suono la campana tibetana come faccio in studio, per concentrarci sul respiro, sul qui e ora. E lui o lei si concentra, respira, c’è anche chi chiude gli occhi.

E poi inizio a fargli notare che stiamo facendo una cosa da grandi, che per esempio, invece di continuare a muoverti così devi fare finta di essere un adulto, un adulto che fa una riunione importante di lavoro. Ed il bambino definito “iperattivo” si concentra, modifica la sua postura, sta fermo, la bambina inibita non fa più le smorfie con la bocca, il bambino con disturbo oppositivo\provocatorio è lì, concentrato e serio.

C’è chi mi racconta cosa fa, chi mi propone un gioco.

E alla mia domanda, allora ci incontriamo anche con gli altri rispondono con entusiasmo e quindi ci diamo un appuntamento in gruppo.

NOI STIAMO A CASA MA CONTINUIAMO AD ESSERCI!