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Coaching ai tempi del coronavirus: organizzazione armoniosa

Coaching ai tempi del coronavirus: organizzazione armoniosa

planing female

Adele, tra una sessione e l’altra, ha individuato un’azione che le ha ribaltato la percezione negativa e angosciante che viveva della sua quotidianità. Una semplice cosa: scrivere, tenere un quadernetto ed incontrarsi con lui ogni giorno per almeno una decina di minuti. In quell’appuntamento giornaliero con se stessa ha iniziato a organizzare la propria giornata considerando che ha 4 figli in casa, che sta facendo smart working e che suo marito esce al mattino e quando torna la sera alle 19 vuole solo stare sul divano.

Adele nelle prime sessioni era disperata, la prima l’ha fatta chiusa in bagno di domenica mattina, aveva chiesto al marito un’ora di pausa. Ora è più serena, si sente contenuta in questo contenimento forzato che stiamo vivendo. Un contenimento in cui a casa spesso scoppia tutto. E’ più serena nel pianificare la sua giornata e nello scoprire che riesce anche a fare 4 volte alla settimana yoga su skype.

Well done Adele!

Testimonianze

…Ero mamma di un bambino di un anno e mezzo, che frequentava il nido comunale e leggo di questa iniziativa mezza disposizione per le mamme come me: incontri tra le mamme con un percorso di “improvvisazione teatrale”. Mi affascina.
Ci vado e incontro, insieme ad altre mamme, la nostra “guida”, Mirella: sorriso aperto, occhi penetranti, look originalissimo, poche parole dirette, oneste e dense …poi tanta vera improvvisazione su come è essere mamme, donne, mogli, fragili, forti, con paure, angosce, desideri; con l’inadeguatezza, da tutte condivisa, di essere mamme, di avere a volte solo voglia di non sentire nulla e dormire, con la vergogna del rifiuto provato di fronte al nostro bambino col desiderio di chiedergli scusa e dirgli che lui è il cuore del nostro cuore.
Mirella ci ha tirato fuori, quell’anno, tutto questo e molto di più, al ritmo di scenette, in cui ognuna di noi recitava il ruolo di se stessa o del marito o del bambino, come ognuna di noi lo vedeva.
Sedute in cerchio a terra, con la campanella tibetana, con le maschere del teatro greco sul volto a dare emozione alle nostre emozioni, una di fronte all’altra ad urlare dando voce alla rabbia fino a piangere di un pianto liberatorio, ridendo e superando timidezza e ritrosia. Alla fine abbiamo anche mostrato, con un piccolo spettacolo, il nostro percorso dell’anima di quelle, che resteranno nel mio cuore, per sempre, le “mamme attrici””.
Questo è stato il mio incontro con Mirella, splendida attrice dei sentimenti che in un momento delicato della mia vita, mentre con tante domande mi affacciavo alla più bella avventura, essere mamma, mi ha aiutato a conoscere, sorridendo, una parte di me tirando fuori il coraggio di mostrarla anche agli altri e, soprattutto, al mio bambino. Grazie Mirella.

Nicoletta

ALLATTAMENTO

allattamentoSono  mamma  di  due  figli,  ormai  grandi.  Sono  loro  i  miei  maestri  di  vita!  Li  ho  allattati.  Mi  sono  sentita  un’eroina  a  riuscire  a  fare  la  cosa  più  naturale  al  mondo:  allattare.  Se  la piccola,  la  mia  primogenita,  piangeva,  le  persone  intorno  mi  dicevano  che  non  avevo abbastanza  latte,  che    non  cresceva  (anche  se  il  primo  mese  è  cresciuta  800 grammi),  che aveva  tutti  i  brufolini  in  faccia  a  causa  del  mio  latte  “acido”,  che  qui,  che  lì.  Per  riuscire  ad allattare  ho  dovuto  proteggermi  da  tutte  queste  influenze  negative  e  disturbanti.  Ero  stanca ed  ho  passato  notti  sveglia  ad  attaccarla  al  seno  ogni  ora,  mi  facevano  male  i  capezzoli, ingrassavo  perché  ricompensavo  con  il  cibo.    Che  fatica,  ma  ce  l’ho  fatta.

Un’amica svedese  mi  ha  dato  un  libro  a  sostegno  dell’allattamento  materno  in  cui    le  autrici spiegavano  che  la  percentuale  di  patologia  e  reale  difficoltà  nell’allattamento  al  seno  è bassissima.  Quando  dopo  quattro  anni  ho  avuto  il  mio  secondo  figlio,  mentre  lo  allattavo, non  mi  sentivo  più  un’eroina,  era  normale,  piacevole,  pochi  pianti,  poche  notti  insonni, sorrisi,  risate.

Ora,  a  seguito  della  mia  esperienza  personale  e  dopo  aver  seguito  mamme  in  difficoltà sono  stata  definita:    “esperta  in  allattamento”.  Le  situazioni  difficili  si  sbloccano  con facilità.  Nei miei  interventi  domiciliari,  lavoro  direttamente  con  la  mamma  ed  il  neonato coinvolgendo,  ove  possibile,  anche  il  papà.    ( L’appoggio  e  l’aiuto  affettuoso  del  padre favoriscono  sia  il  legame  tra  madre  e  bambino  che  il  suo  rapporto  padre/figlio)  .  Se  la postura  è  corretta,  se  il  neonato  apre  bene  la  bocca  e  succhia  l’aureola  e  non  solo  il capezzolo,  e  se  la  mamma  non  è  troppo  stanca,  l’allattamento  funziona.  L’allattamento  al  seno    è  stato    il  modo  migliore  di  nutrire  i  miei  figli    nei  loro  primi  mesi  di vita.

Il  latte  materno  è  un  alimento  facile  da  digerire  e  da  assorbire  e  presenta  moltissimi vantaggi:  sono  cresciuti  bene,  ha  facilitato  la  nostra  relazione,  penso  che  li  abbia  anche protetti  dalle  malattie  e  che  abbia  rinforzato  il  loro  sistema  immunitario,  si  ammalano raramente.    Ho  risparmiato  economicamente  tantissimo  e  ovunque  mi  trovassi  potevo nutrirli.  Viaggiare  con  loro,  quando  erano  piccoli,  non  era  un  problema!  Per  la  sua  composizione,  il  latte  materno,  risponde  completamente  alle  esigenze nutriive  nei  primi  sei  mesi  di  vita  del  bambino  variando    a  seconda  dei  suoi  bisogni.

Esistono  diversi  tipi  di  latte:•il  colostro:  prodotto  nei  primi  4-5  giorni  dopo  il  parto,  prima  della  montata  latte,    è  un liquido  giallino,  ricchissimo  di  anticorpi  il  latte  di  transizione:  è  quel  latte  la  cui  composizione  inizia  a  variare  per trasformarsi  da  colostro  a  latte  maturo il  latte  maturo:  è  meno  ricco  di  proteine  e  più  ricco  di  grassi.  La  consistenza  del  latte  materno  e  la  sua  composizione  variano  nell’  arco  di  una  stessa poppata:  all’  inizio  è  più  diluito,  per  rispondere  alla  sete  del  neonato,  poi  diventa  più consistente  a  causa  della  maggior  presenza  di  grassi.  Questo  meccanismo  provoca  nel neonato  un  senso  di  sazietà,  permette  un  miglior  riposo  ed  una  migliore  regolazione  dell’appetito Io  ho  utilizzato  l’  allattamento  ”  a  richiesta  “,  almeno  nel  primo  periodo,  poi,  lentamente  ho regolarizzato  gli  intervalli  tra  una  poppata  ed  un’  altra. L’allattamento  al  seno  mi  ha  aiutato  a  prendere  coscienza  delle  mie  responsabilità  ed  ha senz’altro  rafforzato  la    sicurezza  in  me  stessa  e  nel  mio  intuito,  strumenti  che  ancor  oggi sono    preziosi  in  tantissime  circostanze  che  vivo  con  o  senza  i  miei  figli.