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Psicomotricità online

PSICOMOTRICITA’ ONLINE….

Che emozione e che avventura entrare nelle case ai tempi del coronavirus!

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Sto incontrando i bambini in appuntamenti individuali su skype. Grazie alla collaborazione dei genitori che si attivano. Chi scarica skype, chi già lo ha, chi deve chiedere alla figlia maggiore, chi lo aveva sulla televisione ed ora non sa come fare.

Quanta energia e che desiderio di comunicare, di essere vicini seppur lontani.

E che emozione quando li vedo, felice io e felice lui! Sorrisi, incredulità. Dove sei? Ah, in camera di mamma, e c’è una televisione li dietro, si, ma è piccola. Noi siamo alla casa al mare per stare lontani dai nonni, qui abbiamo anche il parcheggio delle macchine, posso andare in bici. Oggi no, perché fa freddo. E tu? dove sei? Cos’è quella cosa bellissima che è appesa al lampadario. Ah, quella, l’ha fatta la mamma. E’ una decorazione. Sono in cucina. Ma è bellissima questa cucina, con tutti questi colori brillanti! Si, l’ha decorata mamma. Cavoli, è bravissima signora! Io invece sono sul divano, si, un po’ mi annoio, però la mamma stasera mi porta un mandala da colorare. Ah, e perché non ne fai uno tu, tutto preciso e poi lo dai a noi, del gruppo, e lo coloriamo? Il suo viso si illumina, l’idea gli piace. E poi, si affaccia il papà nello schermo. Buonasera Mirella, grazie, ci sono anch’io. Che piacere, che piacere vederla. Ed una mamma dopo che saluto il figlio, camminando per la casa con l’ipad mi parla, mi racconta, ed un altro papà è lì seduto sul divano, felice che abbiamo fatto il collegamento. No, ora mio figlio Gianni non può parlare, è in video call con l’insegnante di sostegno. Gli dico di chiamarla dopo. Bene, così facciamo la prova. Domani ci incontreremo alle 15.30 tutti insieme. Saremo in 6! E gli altri saranno così felici di incontrare anche Gianni perché da dopo Natale, avendo raggiunto gli obiettivi psicomotori, nonostante le sue resistenze, avevamo diradato molto gli incontri. Sarà una sorpresa per il gruppo.

E mentre scrivo queste due righe ricevo un vocal su whatsapp, sms….quanta energia e quanto desiderio di essere uniti e vicini seppur lontani. E qui, nel mio piccolo sto riuscendo. Un passo per volta, una call per volta. E domani pomeriggio due appuntamenti di gruppo! Si fa così, si sperimenta, si gioca, si prova, ci si incontra virtualmente.

Io ci sono e voi pure.

Bimbi fortissimi, creativi, positivi. Quanta bella energia e forza che avete!

Grazie

CORONAVIRUS E PSICOMOTRICITA’: Stiamo a casa ma continuiamo ad esserci!

CORONAVIRUS E PSICOMOTRICITA’: stiamo a casa ma continuiamo ad esserci!

La scorsa settimana ho iniziato a pensare che volevo rincontrare i bambini che solitamente vedo in studio. Incontrarli online, vederci, dirci come stiamo, prima da soli e poi in gruppo. E poi, chissà…forse può nascere un progetto

Sto sperimentando, sono all’inizio di questa sperimentazione psicomotoria virtuale. Interessante per ora. Negli incontri individuali, di 5, 10, 15 minuti i bambini reagiscono in modi diversi. Ma sono tutti emozionati e felici. C’è chi continua a muoversi con il telefonino, chi salta sul letto, chi non sta davanti alla telecamera…

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Un primo momento di gioco, scoperta, contatto. La rassicurazione quando gli chiedo se vuole che suono la campana tibetana come faccio in studio, per concentrarci sul respiro, sul qui e ora. E lui o lei si concentra, respira, c’è anche chi chiude gli occhi.

E poi inizio a fargli notare che stiamo facendo una cosa da grandi, che per esempio, invece di continuare a muoverti così devi fare finta di essere un adulto, un adulto che fa una riunione importante di lavoro. Ed il bambino definito “iperattivo” si concentra, modifica la sua postura, sta fermo, la bambina inibita non fa più le smorfie con la bocca, il bambino con disturbo oppositivo\provocatorio è lì, concentrato e serio.

C’è chi mi racconta cosa fa, chi mi propone un gioco.

E alla mia domanda, allora ci incontriamo anche con gli altri rispondono con entusiasmo e quindi ci diamo un appuntamento in gruppo.

NOI STIAMO A CASA MA CONTINUIAMO AD ESSERCI!

Lo specchio nella sala di psicomotricità

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Durante alcune  attività individuali ma anche di gruppo i bambini  utilizzano  lo specchio che, appeso alla parete, offre loro esperienze diverse e favorisce il  percorso di crescita. Vedere e riconoscere  la propria immagine riflessa è un’esperienza divertente e può facilitare l’espressione e lo sviluppo del gioco psicomotorio.

Ho incontrato anche  bambini che, con seri problemi di identità, inizialmente non si riconoscono. 

In alcuni casi, accanto al bambino, davanti allo specchio, faccio  delle smorfie in risposta alle sue, iniziando un gioco con lo specchio. Osservo e capisco che lui mi riconosce e poi, gradualmente inizia a riconoscersi e a fare delle smorfie “più esagerate”.

Per alcuni bambini invece l’attrazione verso lo specchio e verso la propria immagine è particolarmente intensa.

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Mi guardo, mi riconosco e conosco le parti del mio corpo

Credo che in una stanza di psicomotricità non debba mai mancare uno specchio . Al limite lo si può coprire in alcune situazioni.

E’ fonte di crescita, scoperta e gioco.

Che gioia!!!!!

L’utilizzo dei cubi psicomotori permette di raggiungere degli obiettivi veramente importanti per lo sviluppo del bambino.

Ognuno prende quello di cui ha più bisogno: la bambina inibita che finalmente dopo vari incontri nella stanza di psicomotricità si sente libera nel suo corpo, nello spazio e con gli oggetti, il bambino con una forte rigidità che gioisce e si muove armoniosamente…. Alleanze, amicizie, conflitti ma comunque sempre tante emozioni che ci aiutano a crescere.

Abilità visuo-spaziali: le esercitiamo divertendoci

L’altro giorno ho proposto ad un gruppo di 3 bambine di prima elementare un gioco con il lego. “Vi propongo una cosa difficile oggi” , loro comunque, sempre felici di venire nella stanza di psicomotricità hanno accolto con entusiasmo il mio gioco\sfida. Tutte e 3 le bimbe hanno difficoltà di organizzazione spaziale. E’ da un po’ che ci lavoro ma sempre partendo dalla loro attività spontanea e poi inserendomi io nel gioco. Ma l’altro giorno ho voluto fare qualcosa per poter meglio interiorizzare il percorso fatto fino a quel momento. Inizialmente hanno costruito 1 piccola scultura di  lego. Poi ognuna l’ha messa su un cubo davanti a sé. Una bambina ci ha impiegato più tempo perché voleva fare una cosa troppo complicata, un’altra è stata velocissima e doveva pazientare per aspettare che le altre finissero, l’altra troppo precisa, continuava a rifarla perché non le piaceva.

In un esercizio, apparentemente semplice e banale, in un’ottica psicomotoria, c’è il mondo…..   E poi,   immaginati architetto!

organizzazione spaziale

immaginati architetto!

Concentrate, divertite, contente riproducono graficamente ciò che hanno costruito. Poi facciamo le foto O.S - basta capovolgereEd analizziamo dalle foto cosa abbiamo fatto bene e cosa male. E’ stato incredibile come si sono subito rese conto delle differenze….

Una grande soddisfazione per tutte e 4!O.S - ottimo

Un percorso ed il gioco simbolico

Psicomotricità è anche costruire un percorso usando elementi diversi e poi utilizzarlo nel gioco simbolico.

Angela, una bambina con difficoltà di pianificazione mi ha chiesto un giorno di poter utilizzare tutto il materiale. Ho acconsentito….volevo vedere cosa avrebbe fatto. Interessante per me è stato osservarla e rendermi conto che sapeva esattamente cosa voleva costruire. Dove non arrivava mi chiedeva aiuto. Quella corda la devi mettere lì , quella gialla dall’altro lato, voglio mettere due bastoni uno sopra l’altro per fare un bastone lungo……Io l’aiutavo, ero a sua disposizione.

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Quando ha finito si è messa in un angolo e dopo poco ha iniziato a giocare

Prima ha fatto il percorso con andature, ritmi diversi, così, da sola. Poi ad un certo punto si è avvicinata al mattone giallo. Mi domandavo perché lo avesse messo in alto, non capivo il senso. Non le ho chiesto niente, non volevo influenzarla e bloccare la sua creatività.

Poi piano piano iniziavo a capire dove mi trovavo…..Ero su un isola in mezzo al mare e lei mi guardava con il binocolo. Era su una barca. Dopo un po’ ha messo la mano sul cono giallo facendo un rumore……. e si è messa a guardare nel mattone giallo.

Io la salutavo dall’isola ma non mi rispondeva più, era come nel suo mondo, continuava a guardare nel mattone giallo. Poi mi ha detto “sembri proprio un pesce!” e rideva. Io mi sono trasformata in pesce, in balena, in delfino e lei mi guardava felice.

Mentre sistemavamo mi ha raccontato che aveva sognato tutto ciò, una barca nel mare che si trasformava in sottomarino, bastava schiacciare un grande bottone giallo!

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PSICOMOTRICITA’ e improvvisazioni per formarsi

Una sostanziale caratteristica della psicomotricità consiste nell’elemento cinetico-visivo che assume il ruolo di elemento di scambio di informazioni, di emozioni e sentimenti, tra conduttore e partecipante e tra partecipanti.

La comunicazione avviene per mezzo di modi complessi che convivono in un unico sistema di messinscena interdisciplinare e globale. Il corpo, il gesto, la posa, il movimento, i sentimenti, le emozioni e la voce convivono e contemplano un unico processo comunicativo.
La comunicazione è anche un’azione di recupero del “gesto” e dell’espressione di tutto il corpo. Significa utilizzare i mezzi “naturali” di comunicazione sociale al posto dei mezzi “tecnici” della comunicazione di massa. Comunicare con il corpo è anche un mezzo per condividere l’alterità intellettuale contrapposta all’invasione del mondo concreto in cui l’uomo contemporaneo è perseguitato senza tregua.

Offro  stages formativi anche su questo, con lo scopo  di fornire alcuni elementi per scoprire e sviluppare nuovi mezzi di comunicazione attraverso una serie di esercizi e improvvisazioni.
Improvvisazioni in silenzio: questo per favorire la scoperta di altre modalità comunicative e per inserire la parola in un secondo momento rendendola più efficace.
Lo stage offre quindi la possibilità di approfondire ogni aspetto della comunicazione non verbale.